 Lungo il Corso Vittorio Emanuele si apre sulla destra l'inaspettato scenario del cortile del Vescovado dove si affacciano due prospetti del duomo e i Palazzi del Vescovo e del Seminario. La Cattedrale leccese è il terzo tempio costruito, dopo la distruzione dei primi due. La Cattedrale è dedicata alla Vergine Assunta. Per contribuire alle spese edilizie furono chiamati privati cittadini, ed il clero. Il prospetto principale della chiesa, posto accanto all'ingresso del palazzo vescovile, è piuttosto semplice sotto il profilo decorativo e si sviluppa in due ordini arricchiti dalle statue di SS. Pietro e Paolo, Gennaro e Ludovico da Tolosa posizionate all'interno delle caratteristiche nicche con timpano triangolare. Queste statue furono volute dal vescovo Pappacoda, di origine napoletana. Il prospetto secondario, che affaccia verso la piazza, è in stile barocco ed ospita la statua di S. Oronzo, anche questa voluta dal vescovo Pappacoda su concessione del pontefice Alessandro VII. Il portale è sovrastato da una balaustra ed in basso due nicche racchiudono le statue dei santissimi Giusto e Fortunato. Da notare nella lunetta del portale il fregio con puttini danzanti e reggenti un festone. L'interno è a croce latina, a tre navate divise da pilastri con mezze colonne addossate. Superando la porta d'ingresso principale, lungo la navata troviamo l'altare di S. Giovanni Battista, seguito dall'altare dell'Annunziata: le figure del presepe sotto e sopra il baldacchino sono una delle opere più importanti di Gabriele Riccardi. Dopo la porta "secondaria" è l'altare di S. Fortunato; segue quello di S. Antonio, opera di G. Zimbalo. Nel transetto, si presenta ai nostri occhi il grande altare indorato. Nel 1575 per ordine del vescovo Pignatelli fu collocata l'attuale statua lignea dell'Assunta con le braccia aperte e gli occhi al cielo. Al 1759 risale il coro ligneo, eseguito, forse, su disegni del Manieri. Nella sagrestia e nella contigua sala capitolare si ammirano diverse pitture tra cui la Grande Assunta. Nella navata principale e nel transetto il soffitto è di legno a lacunari intagliati e dorati, in cui sono incastonate le tele di Giuseppe da Brindisi: la Predicazione di S. Oronzo, la Cacciata della Peste, il Martirio di Sant'Oronzo e, nel transetto, l'Ultima cena. Nell'incrocio col transetto, quattro grandiose arcate a tutto sesto. In fondo all'abside si trova l'altare maggiore dedicato a Maria Assunta, cui fanno da sfondo le grandi tele di Oronzo Tiso: il Sacrificio di Noè dopo il diluvio, l'Assunta e il sacrificio del profeta Elia. Dal 1758 il coro in noce eseguito su disegno di Emanuele Manieri. La terza navata, dalla quale si può accedere ai sotterranei, durante i lavori di costruzione ebbe una rovina muraria per la quale lo Zimbalo fu incriminato e poi scagionato. Nel transetto la prima cappella che si trova è quella del Crocifisso che nel 1780 fu dotata del marmoreo altare del vescovo Sozy Carafa. Segue il maestoso altare di S. Oronzo, che contiene la celebre tela del Santo, opera di G. A. Coppola. Sulla navata proseguono l'altare dell'Addolorata, con una tela del romano padre Gagliardi; l'altare di San Carlo con una tela del pittore leccese Antonio Fiore; ultimo quello di S. Andrea Apostolo. Sulla destra della cappella è il monumento sepolcrale contenente le spoglie del vescovo Sozy - Carafa. Alla Cripta della Cattedrale vi si accede da due ingressi posti in corrispondenza dei pilastri del transetto verso la navata. Fu costruita nel primo '500 su un preesistente corpo medioevale. Attualmente è costituita da una nave longitudinale alla quale si innesta un lungo braccio colonnato e, sullo stesso lato, due cappelle. Novantadue colonne reggono tutti gli ambienti. Sulle pareti sono diversi altari barocchi con interessanti tele.
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