 Dell'edificio, ricostruito con la chiesa sull'area che dal 1542 era stata occupata dalle fabbriche della chiesa dell'Annunziata e dal monastero delle Paolotte, si conoscono molte utili informazioni: nel settembre 1764, demolito l'informe cinquecentesco chiostro, si ricominciò la ricostruzione del monastero che terminò nel 1771. Grande protettore della costruzione fu il vescovo Sozy - Carfa, il quale, se non riuscì a portare avanti il progetto d'ingrandire l'area del monastero comprendendovi il contiguo palazzo dei De Noha (lungo via Matteotti), fu però in grado di ottenere che la via, prima irregolare per la difformità del prospetto del monastero, corresse dritta perchè meglio nobilitasse le facciate della nuova casa monastica e del collegio dei Gesuiti. Il 7 ottobre 1771 le Paolotte lasciarono il chiostro e presero possesso del nuovo monastero. Intorno al 1893 l'Amministrazione provinciale alienava il palazzo e la chiesa al comune che vi stabilì la residenza municipale ed operò, per sistemare ed adattare gli ambienti, un complesso piano di interventi che trasformarono l'interno, imposero la realizzazione del portone centrale sormontato dal bancone (1898) e la demolizione (1913-17) della chiesa.
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