 In via Libertini, prossima a porta Rudiae, si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, detta più comunemente del Rosario. La Chiesa, ultima opera di Giuseppe Zimbalo, era annessa al Convento dei Padri Domenicani e fu ricostruita tra la fine del XVII secolo e gli inizi di quello successivo sull'area di una chiesa medioevale. La facciata monumentale appare poco equilibrata a causa della sporgenza delle colonne centrali che mal si concilia con le superfici laterali piane. Il prospetto, diviso in due ordini, è accompagnato alla base da due statue poste su alti piedistalli su cui sono scolpite le visioni del profeta Ezechele. Al centro, il portale su cui grava la statua di S. Domenico di Guzman, è fiancheggiato da due grandi colonne scanalate a spirale e dai capitelli riccamente decorati e presentanti il motivo di cavalli alati. Una ricca balaustra annuncia il secondo ordine presentando al centro la statua della Vergine e, ai lati, grandi trofei di fiori accompagnati da altre statue. Il secondo ordine presenta il timpano di grande effetto plastico. L'interno, a croce greca, presenta ricchi altari lungo tutto il perimetro. Nell'altare maggiore si può notare la secentesca opera scultorea della Predicazione del Battista. Nel braccio destro gli altari del Crocifisso, di S. Rosa e dell'Assunta; in quello sinistro, gli altari della Vergine del Rosario. La copertura è a capriate lignee. Una caratteristica di questa chiesa è che alla base ei pilastri vi sono scolpite gli stemmi delle famiglie nobili leccesi. Accanto è l'elegante prospetto settecentesco del Convento domenicano attribuito ad Emanuele Manieri, ora sede dell'Accademia di belle arti.
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