 Mons. Girolamo Guidano, patrizio leccese dell'Ordine dei frati Minori Conventuali e vescovo di Lecce da 1420 al 1425, costruì l'Episcopio ed il vasto Cortile (Piazza del Duomo) circondato da edifici e botteghe e lo chiuse con un grande portone di rovere, sormontato da un orologio. Sul frontespizio d'ingresso furono scolpite le insigne dei Conti di Lecce e dei principi di Taranto. Il Palazzo del vescovo fu ampliato nel 1649 dal Vescovo Pappacoda, che fece costruire sul lato destro nuovi comodi ambienti per foresteria. Il restauro fu opera di Emanuele Manieri L'architetto demolì la scala esterna, a doppia rampa, e la realizzò internamente al centro del profondo portico. L'edificio è dotato di un elegante prospetto: un portale arcuato si eleva su di un basamento bugnato sormontato da una loggia. Il nuovo orologio sulla facciata risale al 1761 ed è opera del maestro leccese Domenico Panico. Si accede nel palazzo dal Corti dell'Arcivescovado. Il colonnato di accesso contiene, oltre alle Statue di alcuni Santi, le insegne degli Aragonesi e quelle dei Conti di Lecce, nonchè lo stemma del Guidano e quello della Città, che è figurato col campanile coronato. Il palazzo Arcivescovile comprende la sede della Curia Arcivescovile, l'Ufficio Amministrativo Diocesano e la residenza dell'Arcivescovo. Secondo la tradizione nel palazzo in oggetto ha anche dimorato il Re Ferdinando di Borbone durante la sua visita a Lecce. Il palazzo vescovile, o Episcopio, che guarda su due lati della piazza, risale al secolo XV, ma fu restaurato e ampliato nei due secoli successivi. Possiede, al primo piano, una spaziosa loggia ad archi, impostati su semicolonne.
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