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Il nome San Francesco della Scarpa venne dato nel secolo XVI, quando i frati minori che abitavano il Convento S. Maria del Tempio si divisero in Conventuali e Osservanti: i primi portavano le scarpe a differenza dei secondi.
La leggenda narra che San Francesco ospite a Lecce nel 1222, nel ripartire fu pregato dai buoni cittadini a lasciar loro un ricordo tangibile ed il santo donò una ciabatta. Le vestigia della Chiesa primitiva si vedono ancora oggi nel locale interno annesso all'attuale sagrestia. La tradizione della venuta di San Francesco a Lecce è scritta su una lapide che fu murata nell'oratorio interno, e che ci è dato ancora di leggere. Fu consacrato un altare a S. Giuliano Vescovo e Confessore ed in esso furono depositate le reliquie dei Santi Basilio e Silvestro Papa. Tra il 1699 ed il 1714 la chiesa di S. Francesco fu demolita per essere rifatta e ingrandita nello stile allora invadente.
Il nuovo edificio presentava al suo interno otto cappelle nella navata principale, e due agli sfondi della navata traversa. Agli inizi del secolo XVII fu eretto il campanile, che è una torre quadrata di sobria e robusta architettura, a due sezioni, oltre quella di basamento. Nel 1618 fu battezzata, col nome di S. Maria, la grande campana. Bellissime le superstite cappelle che adornano l'interno della Chiesa. La cappella dell'Annunziata, di proprietà della famiglia Maresgallo, la cappella dell'Immacolata, la cappella di S. Luigi che racchiude le tele di S. Nicola da Maria, la cappella di S. Francesco d'Assisi, ricca di sculture ove si trova la statua in pietra del santo. Nella chiesa venivano seppellite le reliquie dei nobili leccesi. Attiguo alla sagrestia è l'orticello, dove, secondo la leggenda, S. Francesco piantò di propria mano un albero d'arancio. La stanza dove s. Francesco aveva trascorso le sue ore di estasi e di contemplazione venne trasformata in oratorio e nel secolo XVII venne adornata da stucchi e di affreschi ricordanti la vita del santo. Nel 1600 un certo Vincenzo Flammingo pitturò l'altare. Nel 1832 fu affidato ai Gesuiti ed adibito a collegio - convitto. Il locale fu trasformato ed ampliato e, per far posto alla piazzetta, furono demolite sei cappelle della chiesa. Dopo il 1860 l'oratorio fu ridotto a deposito. Nel 1918 il conservatorio fu trasformato in ospedale di riserva. Il convento dei frati diventò prima caserma e dopo ospedale di cavalleria.
La Chiesa di San Francesco della Scarpa viene denominata anche la Chiesa senza facciata. Infatti, a differenza delle altre Chiese barocche leccesi, in seguito a dei lavori ottocenteschi ha perso la sua facciata mentre l'interno risulta di una certa imponenza e bellezza.
Oggi la Chiesa è aperta al turismo ed è usata per mostre d'arte e altri eventi a cura del Museo Archeologico Provinciale 'Sigismondo Castromediano'.
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