 In via Libertini si innalza la chiesa di S. Teresa, dal prospetto incompiuto. Ai Padri Carmelitani Scalzi l'Abate Annibale Mercurio donò una sua casa e due cappelle dedicate a S. Nicola di Mira ed a S. Venera, e su di queste i religiosi, tra il 1620 e il 1627, edificarono, su progetto di Giuseppe Zimbalo, la Chiesa di Santa Teresa, fondatrice dell'ordine. Il prospetto, mancando del suo coronamento, si presenta su due ordini. La robusta trabeazione è sostenuta da colonne corinzie scanalate, tra le quali si aprono lateralmente le due nicchie, che racchiudono le statue di San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista. Il portale aggettante raccorda il primo ordine al secondo, alle cui estremità si possono notare rigogliosi trofei floreali. L'interno, ad una sola navata, è ricoperto da un'alta volta carenata. Le pareti laterali sono caratterizzate da due serie di tre profonde cappelle, sormontate da cupolette ovali. Le cappelle sono arricchite da eleganti altari. La terza cappella a sinistra presenta un altare dedicato a San Giovanni Battista, opera di Giuseppe Zimbalo. Le colonne di questa piccola cappella sono finemente intagliate e raffigurano la storia della vita di Santa Teresa. L'altare maggiore fu realizzato nell'Ottocento in sostituzione di quello marmoreo del XVII secolo. Al 1869 risale la statua in cartapesta di Achille De Lucrezi, raffigurante Sant'Oronzo, sistemata sul tamburo. Da ammirare le tele di Cristo e l'adultera, forse di Pacecco de Rosa, e di San Giovanni Battista, opera del pittore Gianserio Strafella. In un grande medaglione di legno dorato si conserva un dipinto a fresco sopra un lastrone di pietra, e rappresenta la Vergine col bambino. La leggenda vuole che un certo Algozino, avendo perduto tutto al gioco, fu preso da sdegno e furore che, sguainata la spada, tirò di punta un colpo sul celeste Bambino, il quale sprizzò del sangue dalla ferita, e la manina, che accarezzava il mento della Vergine Madre, si abbandonò penzoloni sul fianco. Atterrito l'uomo cercò di fuggire, ma una forza misteriosa lo trattenne e si accorse di essere diventato cieco. Visitando S. Teresa si può ancora osservare la prodigiosa immagine, e scorgere la ferita cagionata nel fianco del bambino, che conserva i segni del sangue aggrumato. L'antica chiesa, rovinata dal tempo fu ricostruita nell'anno 1616.
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