 La Chiesa di Sant'Angelo (o Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli) venne ricostruita intorno al 1663 da Giuseppe Zimbalo, sull'area della chiesa degli Agostiniani, la cui unica testimonianza oggi è la porticina di un ciborio in legno con la raffigurazione di Cristo negli abiti di un presule orientale. Il prospetto, affidato alle maestranza di G. Zimbalo, non fu terminato. Lo Zimbalo non seppe controllare e neppure raccordare le intelaiature architettoniche. Il fregio esterno distribuito nei due ordini, ha una particolare concentrazione decorativa nella trabeazione con un messaggio ornamentale di putti, aquile e leoni. Quindi nella parte inferiore un nastro di metope, aquile bicipiti e simboli dell'impero e del papato, e quattro nicchie vuote riccamente fregiate. Al centro sormontato da tre statue e dall'architrave "filigranata", lo splendido portale, nel quale si apre la porta rivestita in lamine di bronzo del 1750 tutta in rilievo al cui centro campeggia una grande aquila, uno dei simboli dell'ordine degli Agostiniani. Il portone fu realizzato, su progetto di Emanuele Manieri. Nell'ordine superiore, altre due nicchie vuote decorate con frutti ed angeli ed una finestra al centro. L'interno presenta una pianta a croce latina, ad una sola navata. L'interno possiede quattro cappelle per lato, le quali racchiudono sontuosi altari. Importanti nel secondo e nel quarto altare a destra le tele di S. Antonio da Padova di Raffaele Verri e l'Immacolata attribuita a Tiso. Sul lato sinistro, da ammirare le statue di S. Tommaso di Villanova, dell'Arcangelo Michele e di S. Nicola di Tolentino, poste sugli omonimo altari. Oltre all'altare maggiore, nel presbitero sono una tela secentesca della Vergine col bambino con le Sante Caterina di Alessandria e Geltrude e i SS. Agostino e Nicola da Bari, le tele del Duello tra Davide e Golia; Il Trionfo di David; il Mosè che spezza le tavole delle Leggi Antonio Abate, con il quadro del santo stesso opera di Alessandro Calabrese. La chiesa ha inoltre il titolo di Santuario Mariano.; la statua lignea di S. Nicola da Tolentino. Nel transetto destro lo sfarzoso altare della Vergine Addolorata, con statua in cartapesta di Antonio Maccagnani.
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