 All'inizio di Via del Mare, si incontra la Contrada Fulgenzio, antica dimora del nobile leccese Fulgenzio della Monica; essa si estendeva dalla odierna chiesa al palazzo che oggi ospita un ristorante. La contrada fu divisa nel 1833 con l'inaugurazione della strada che portava al mare. Il nobile Albrizzi nel 1645 ereditò l'enorme proprietà. Fu lasciata in stato di degrado per parecchi anni. L'immobile fu acquistato nel 1693 dai negozianti Rollo Sforza che lo restaurarono e vi abitarono. Successivamente, nel 1900, passò nelle mani della signorina Letizia Balsamo, che donò buona parte della proprietà ai Frati Minori perchè vi costruissero il convento e la chiesa. In breve tempo il Palazzo di Fulgenzio della Monica si trasformò in dimora conventuale. Accanto al palazzo sorse il grandioso convento e la maestosa chiesa, austera nel prospetto, ma ricchissima di decorazioni all'interno. La chiesa è a croce latina. Nell'interno si ergono nove altari, sei lungo la navata centrale, due nel transetto, e l'altare maggiore. L'altare maggiore è coperto sontuosamente da un baldacchino ligneo, che si eleva su quattro colonnine. La cupola, le due semicupole, e l'abside del tempio Antoniano sono state egregiamente affrescate negli anni 1929 - 1936. Arricchisce l'ambiente un maestoso organo. Nel convento dei Frati di Fulgenzio, nella cinquecentesca villa suburbana, si trova il ninfeo. Ma l'elemento più significativo di questo monumento è un ambiente ipogeo dove, su una parete interna, si aprono tre porte uguali che conducono tutte a un ambiente oscuro contenente una vasca circolare. Le tre porte uguali simboleggiano le tre porte che portano alla salvezza.
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