IL LEGNO
Numerose
le varianti a cui si piega l'artigianato del legno: l'intarsio,
l'intaglio e l'ebanisteria hanno dato vita, nei secoli, a prodotti
raffinati destinati all'arredamento o alla decorazione di
Chiese e Palazzi. Al di là delle cassapanche e dei mobiletti
in legno d'ulivo, il mobilio pugliese non ebbe un suo stile
preciso, come per esempio, quello valdostano o veneziano. Una
volta però superata la cultura domestica e campagnola, che ha
dato inizio a questo genere di lavorazione, l'ebanista salentino
si è affinato in intarsi e decorazioni, diventando una via
di mezzo tra il falegname e lo scultore e dimostrando così
un gusto, un'accuratezza di esecuzione, che è diventata il vanto
di una intera categoria di artigiani. Fiorente è quindi oggi
la produzione artigianale di tale settore, dove la tradizione
più remota sta cercando innesti con il gusto contemporaneo.
Stanno nascendo da tale incrocio figure professionali ibride
di imprenditori-designer-artigiani, gestori di laboratori di
falegnameria, progettisti e distributori del prodotto realizzato
in quantità limitate. I nuovi manager del legno, ormai lontani
dalla vecchia categoria di falegnami, puntano sulla linea e valorizzano le qualità del materiale: spessori, colori,
venature. Più che mai artisti, svincolati da ogni legame con
la funzionalità dell'oggetto, gli intarsiatori lavorano di fantasia e perizia; maestri indiscussi dell'intarsio policromo dal quale
hanno tratto quasi un'arte pittorica, quella di dipingere con
il legno. Ben diffusa in tutto il territorio è la produzione
artigianale in legno di oggetti in radica d'ulivo, eseguita
da ebanisti e tornitori, dove la lavorazione ha trovato una
formidabile spinta nella necessità di realizzare strumenti ed
utensili utili per il lavoro quotidiano. Il legno d'ulivo è
profumato, nodoso, piacevole al tatto quando è tornito; i tronchi
di piccole dimensioni vengono tagliati e scavati per farne ciotole,
coppe, vassoi.
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