CULTURA POPOLARE SALENTINA
L'isolamento in cui sono rimasti a lungo i paesi del salento
ha contribuito a preservare fin quasi ai nostri giorni antiche costumanze. Su di esse esercitarono notevole influenza
gli apporti dell'altra sponda adriatica, balcanica e greca,
dati i contatti storici determinati dalla vicinanza geografica.
Le numerose colonie albanesi hanno in parte conservato costumi e canti dei luoghi d'origine, e nei piccoli centri della cosiddetta
Grecìa (Calmiera, Zollino, Corigliano d'Otranto), poco a sud
di Lecce, molti anziani parlano ancora il dialetto "grecanico",
testimonianza della forte immigrazione di popolazioni greche
in epoca bizantina. Nonostante la molteplicità delle origini
nelle diverse aree territoriali, le espressioni orali della
cultura popolare (proverbi, leggende,
canti) si sono fuse in forme abbastanza comuni. Leggende,
canti, fiabe, hanno spesso per oggetto episodi fantastici
con streghe, maghi o diavoli come protagonisti; o fatti miracolosi
in cui agiscono i santi o la Madonna. Altro tema ricorrente,
legato alla realtà storica locale, è quello delle incursioni
di pirati e musulmani, espresso in canti e leggende di
rapimenti e aggressioni con frequente intervento del miracolo
liberatore.
Il Salento ha sempre vivo, nei suoi tanti castelli
e cattedrali, il ricordo delle età normanna e sveva, quando
era punto di passaggio obbligato dei Crociati verso la terra
Santa: un'epoca di tornei e imprese cavalleresche che oggi
rivivono in chiave folcloristica. |