BAROCCO
Barocco,
secondo la logica degli Scolastici, indicava uno dei modi
del sillogismo. Venuta meno la filosofia medioevale, questo
termine assunse un significato spregiativo. Nel linguaggio
comune, passò a significare qualcosa di bizzarro e stravagante
o d'ingannevole e complicato. Qualche filologo sostiene che
Barocco derivi dallo spagnolo baroco che è il nome di una
strana perla dalle forme irregolari. Il termine ai giorni
nostri è diventato semplicemente un termine d'indicazione
storica, col quale si caratterizza ogni espressione culturale
e artistica dell'Europa durante il Seicento. Il Barocco è
lo stile del seicento. Ogni manifestazione culturale
e spirituale dell'uomo di quel secolo è barocca, perché muove
da una nuova concezione del mondo e della vita, non più teologica
o esclusivamente religiosa, ma radicata nella nuova consapevolezza
degli illimitati poteri della ragione umana. L'arte, prima
manifestazione di questa nuova area culturale, non è più limitazione
e riproduzione della natura, come avevano insegnato i maestri
della Rinascita, ma diventa creazione di forme nuove impresse
nella materia. Un Barocco particolare ed irripetibile, influenzato
dal gusto teatrale e spettacolare dell'epoca, ma reso unico
dalle caratteristiche della pietra locale, duttile, disponibile
ad ogni intaglio, ad ogni arabesco e dotata di un colore caldo,
quasi dorato.
Nei secoli XVII e XVIII Lecce vive un periodo aureo sotto
il profilo artistico, che le conferisce l'aspetto urbano e
la veste architettonica che oggi si ammira nel suo quasi intatto
centro storico. Un'anonima ma valentissima schiera
di capomastri, scalpellini, scultori, intarsiatori, doratori,
spesso non privi di autentiche capacità artistiche, coopera
con gli architetti nel creare i caratteri stilistici di quel
particolare Barocco che coinvolge le arti minori e l'intero
arredo urbano. Gli elementi plastici -nell'accostare elementi
vegetali, animali, mitologici e sacri- si rifanno a una tradizione
mediovaleggiante, ora però pervasa da un quasi frenetico vitalismo. Si tratta di un Barocco sui generis perché l'uso
di tale termine è appropriato soltanto in relazione al carattere
esorbitante della decorazione che riveste le strutture architettoniche;
questi infatti non mostrano di aver recepito la "rivoluzione"
dei concetti spaziali implica nel vero linguaggio Barocco.
Le complesse decorazioni delle facciate delle chiese
leccesi, composte
da cornici, trabeazioni, cariatidi, trofei di frutta e fiori,
puttini festosi restano uno scenografico apparato di superficie,
che ammanta gli edifici senza modificarne a fondo le strutture,
come avviene invece nel barocco romano. Manca la drammaticità
ma non la piacevolezza nelle facciate del barocco leccese,
simili a grandi dossali d'altare sovraccarichi di ornamentazioni.
La facilità all'intaglio della tenera pietra leccese giovò
senz'altro al dispiegarsi della fantasia creatrice e dell'abilità
dei mastri scalpellini. Ma non certo da questo elemento tecnico
ha tratto origine il rigoglioso espandersi di una forma artistica,
derivata piuttosto dall'atmosfera culturale del momento. Per
suo mezzo si ostenta infatti la potenza e la ricchezza di
un clero secolare e regolare, obbediente a un vescovado
che esercita funzioni direttive di ogni ambito della vita
cittadina. Erano d'altronde i cadetti e le fanciulle dei più
nobili casati di Terra d'Otranto a dare lustro ai conventi
di Lecce e ad arricchire a dismisura le comunità religiose
con donazioni e testamenti. La nobiltà, dal canto suo, affida
agli altari delle cappelle gentilizie il compito di celebrare
con grande fasto il proprio casato.
Lo scalpellino si ingegna a intagliare, facendoli emergere
dal viluppo decorativo, stemmi e simboli araldici e santi
protettori. Se l'aristocrazia salentina, meno ricca di quella
napoletana, non può permettersi nelle sue cappelle le tarsie
di marmi preziosi, l'abilità dell'intagliatore locale supplisce
con rilievi in pietra tenera scolpita e dipinta. Puttini isolati,
a coppie, a gruppi, a figura intera o solo con la testa e
le alucce, di piccolissime o grandi proporzioni sono l'elemento
costante di ogni altare. E non mancano (anche se sono difficili
da individuare e interpretare per un occhio soltanto curioso) elementi della
simbologia religioso-esoterica. I palazzi dell'aristocrazia,
ma anche l'edilizia minore, danno un essenziale contributo
all'immagine di Lecce Barocca. Mensole di balconi scolpite,
portali stemmati, cornici di finestre e cornicioni aggregati
imprimono a tanti angoli cittadini quel particolare concetto
di arredo urbano che ribalta verso gli spazi esterni gli elementi
decorativi solitamente riservati agli interni. Per questo
tante piazze leccesi appaiono come saloni a cielo aperto,
come bene esemplifica la piazza del Duomo. |