FIGLI DI PAPà
Ma è proprio vero che in ogni lavoro bisogna avere le giuste conoscenze per andare avanti e farsi strada?
A questa domanda ci possono ben rispondere i cosiddetti "figli di papà" che sicuramante la strada l'hanno avuto aperta fin dalla nascita, crescendo sul palcoscenico e sotto i riflettori.
Ma loro odiano essere definiti "figli di papà", loro hanno "talento da vendere", e sicuramente sarà così, ma una spintarella l'hanno pur avuta solo per il fatto di aver un cognome conoscituo ovunque.
Di esempi se ne posso fare a centinaia, ma quelli che al momento mi tornano alla mente sono Enrique e Julio Iglesias junior, figli, anche se è inutile ricordarlo, del "grande" Julio Iglesias, ai quali il buon paparino ha trovato giusto un posto nel mondo della musica.
Enrique Iglesias, pur avendo solo 25 anni, ha venduto già 20 milioni di copie, in cinque anni di carriera, del suo CD "Bailamos", ed ha già firmato un contratto con la Sony per 100 miliardi. Un pò meno fortunato il fratello, Julio junior, il quale anche se un paio di anni più grande di Enrique, ha alle sue spalle un unico CD, nel 1998, ma sembra abbia della stoffa, soprattutto nel mondo della moda, avendo già sfilato per Versace.
Lo stesso ha fatto Bob Dylan con il figlio Jakob che con il suo album Bringing ha venduto oltre sei milioni di copie; o Don Cherry con il figlio Eagle Eye il quale ha debuttato con Desireless vendendo un milione di copie, ed è al lavoro per il suo secondo album, "Living in the present future"; o Bob Marley con il filgio Ziggy il quale ha debuttato nel 1991, a soli 23 anni con l'album "Cosmic", vendendo circa 2 milioni di copie, formando un gruppo con i fratelli, chiamato Melody Makers, e vivendo con loro a Kingston, in Giamica.
E per venire all'Italia basta citare Marco Morandi, figlio di Gianni, il quale se non fosse per l'aiuto del padre, di certo non avrebbe avuto molto successo nel campo della musica, dato il fallito debutto al Festival di Sanremo, nel 1998, con il gruppo "Centopercentonetto", ed infatti di strada, poi, non è ha fatta molta, visto che ha deciso di cambiarla, dedicandosi al cinema, al teatro ed alla televisione.
Ma forse i papà non hanno nessuna colpa, forse i figli avrebbero potuto avere più fantasia e cambiare il loro nome d'arte.
Ma perchè fare questo, tanto loro il talento lo hanno nel sangue...
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