GLI AMORI RUBATI DI LEOPARDI
Attualità - Scritto da Lecce Web - 23-07-2002
"La storia non ha nascondigli" diceva Francesco De Gregori in una sua celebre canzone. Ma il ritrovamento casuale di una lettera nascosta dietro un quadro della chiesetta della Madonna del Latte a Salice Salentino fa pensare che a volte i segreti resistono strenuamente alla storia. Se poi l'autore della lettera scritta nel 1832, si chiama Giacomo Leopardi la vicenda assume i tratti del mistero. Di certo non sono state le mani del grande poeta di Recanati a deporre il suo scritto proprio a Salice, ma qualcuno che iniziava a sentire troppo vicine le indagini della Guardia di Finanza. La missiva, indirizzata all'amico e letterato napoletano Antonio Ranieri, era la sesta di una raccolta di 39 lettere tra i due uomini. La raccolta era stata rubata nel 1975 ma poi riacquistata dallo Stato dopo un rocambolesco ritrovamento sul banco di un rigattiere nel 1980. Ma proprio della n.6 non si avevano più notizie da 25 anni. L'autenticità dello scritto è stata verificata dal Centro nazionale di studi leopardiani di Recanati e dall'Istituto napoletano dove sono custodite tutte le altre missive. Mauro Giancastro, direttore della biblioteca, legge alcuni passi della lettera e si commuove. "Ranieri mio, tu non mi abbandonerai mai, nè ti raffredderai nell'amarmi. Io non voglio che tu ti sacrifichi per me, anzi desidero ardentemente che tu provvegga prima d'ogni cosa al tuo benessere: ma qualunque partito tu pigli, tu disporrai le cose in modo che noi viviamo l'uno per l'altro, o almeno io per te; sola ed ultima mia speranza. Addio anima mia. Ti stringo al mio cuore che in ogni evento possibile e non possibile sarà eternamente tuo". |