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BICICLETTE SENZA EROI
Sport - Scritto da Lecce Web - 16-07-2002
Qualcosa è accaduto. Dopo 15 anni di professionismo e 175 vittorie Mario Cipollini decide di lasciare il ciclismo. Quest'anno è arrivato ad una sola lunghezza dal record del mitico Alfredo Binda per numero di vittorie nel giro. Nella prima parte della stagione 2002 ha vinto due gare di Coppa del Mondo, ha conquistato per la prima volta la Milano-Sanremo, la Gand-Wevelgem più altre sei vittorie nel giro, è in splendida forma ma a metà stagione ha deciso di abbandonare il ciclismo. Tagliando l'ultimo traguardo nel forzare la sua bicicletta ha fatto capire a tutti di essere il ciclista più forte del mondo in volata. Ma a tutti chi? Siamo sempre di meno e distrattamente accendiamo il televisore e ci addormentiamo dinanzi all'ennesima notizia di utilizzo di sostanze dopanti. Come molti sport con una storia mitica alle spalle il ciclismo è in crisi. Se il Calcio è sull'orlo del tracollo economico, il ciclismo non ha più eroi. Tra atleti cocainomani e prestazioni esasperate al ritmo di siringhe e pasticche, solo la strada per i tribunali ha un sapore naturale. Tutto il resto è sintetico. Ma Cipollini no. Il "Re Leone" da toscano irascibile è capace di tenere una conferenza stampa di fuoco e non risparmia nessuno. Il ciclismo, "governato da dittatori", il mondo dello sport "in cui tutto è calcio", la sua squadra che non valorizza i sui sforzi. "Super Mario" si ritira inaspettatamente, con un gesto eclatante e attacca il mondo dello spettacolo dal quale tuttavia non è immune. In una recente polemica il direttore del Tour de France lo ha descritto con queste parole: "Cipollini, più che un campione è una star dello show business e io sono contro gli show". |
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