ULTIMO SALUTO A SERGIO VANTAGGIATO
Attualità - Scritto da Lecce Web - 24-08-2007
Il cronista sportiva del Salento, il tifoso leccese, l’amico di tutti stimato per la sua professionalità si è spento nell’ospedale Saint-Louis di Parigi. Il caro Sergio Vantaggiato, 41 anni, non ce l’ha fatta ed ha smesso di respirare dopo giorni di lotta tra la vita a la morte, in seguito alle gravissime ferite riportare alla testa dopo l’aggressione subita da parte di due malviventi, al momento sconosciuti.
La magistratura francese ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio preterintenzionale, ma la ricostruzione della dinamica è resa molto difficile dal momento che un piccolo tragitto, percorso dal nostro Sergio, non è ripreso da alcun sistema di video-sorveglianza. L’interno della galleria dove è avvenuto l’episodio non è coperto da telecamere, dunque non vi sarebbero riprese attinenti quegli istanti. La speranza è che ci siano dei testimoni pronti a parlare, pronti a raccontare cosa è successo in quella galleria, pronti a descrivere i volti di quei due delinquenti. E questa speranza, proprio in queste ore, sembra stia diventando realtà.
L’autopsia ha chiarito in maniera pressoché definitiva la dinamica di quanto accaduto in quella serata del 12 agosto. Sergio Vantaggiato, intorno alle 21:30, mentre stava salendo su un convoglio della stazione di Bir Hakeim, nei pressi della Tour Eiffel, sarebbe stato scippato presumibilmente da due uomini. Mentre il figlio Martino di appena 8 anni ed il fratello Antonio sarebbero rimasti sul treno, Sergio è sceso di scatto, prima che si chiudessero le porte, inseguendo i suoi aggressori. I due medici che hanno eseguito l’autopsia hanno verificato la presenza di un livido sulla mano sinistra della vittima, che porta a pensare che Vantaggiato abbia afferrato un braccio del suo scippatore, ricevendo uno strattone improvviso, e di un altro livido sulla schiena, a causa della caduta all’indietro, che gli ha provocato un trauma cranico chiuso. Fatale il colpo subito dietro la nuca.
Quello che non si spiega per il momento è il ritardo con cui sono giunti i soccorsi. Oltre un’ora, accusano i parenti, che chiedono chiarezza e giustizia alla magistratura francese. E intanto si muove anche Procura di Lecce, che aprirà a sua volta un fascicolo.
Sin dall’inizio le condizioni di Sergio sono apparse gravi, continuando a peggiorare di giorno in giorno. In un primo momento, i familiari, giunti a Parigi, si sono opposti categoricamente all’eventualità che venissero spenti i macchinari. Avrebbero voluto che Sergio continuasse a lottare, coltivando la speranza che in qualche modo potesse riprendersi, cercando anche una consulenza medica dall’Italia, senza lasciare nulla d’intentato. Per i medici di Parigi, le speranze erano invece molto tenui: le funzioni cerebrali come una fiammella, il respiro facilitato solo da una macchina, la morte clinica. E come previsto, purtroppo, la situazione, ormai definitivamente compromessa, alla fine è precipitata e Sergio ha smesso di respirare.
Il funerale di Sergio Vantaggiato, svoltosi giovedì 23, è apparso immerso in un’aureola di commozione, di partecipazione e di grande dolore per quanto successo al grande amico del calcio, al grande amico di tutti i tifosi, al grande amico di tutto lo staff che ha avuto l’onore di lavorare la suo fianco. Al passaggio dell’auto nella quale Sergio percorre il suo ultimo viaggio verso il cimitero, gli Ultrà Lecce spiegano un lungo striscione: “Ciao Sergio… la Curva Nord ti saluta”. Tutti i cameraman salentini che hanno collaborato e lavorato con Sergio, hanno indossato una maglietta rossa con caratteri gialli: “Ciao Sergio…”, sulle spalle e sul petto: “La nostra voce”.
Rimane davvero l’amaro in bocca per avvenimenti del genere e resta un grigiore nel nostro cuore al pensiero di non poter più vedere uno dei migliori cronisti sportivi contraddistinto per la sua professionalità, cordialità e simpatia, e di non poter più ascoltare le sue telecronache, le sue interviste, la sua voce, con l’ inconfondibile erre moscia, che ci ha descritto e trasmesso la gioia per la promozione del Lecce e l’amarezza per un campionato non esaltante.
Ciao Sergio.
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