I MIRACOLOSI OMEGA 3
Salute - Scritto da Lecce Web - 13-09-2003
Quante volte abbiamo sentito che il pesce fa bene? Quante volte in Tv si sente dire di ridurre il consumo della carne, soprattutto rossa e di aumentare quello di pesce o di usare l’olio extravergine di oliva crudo sui nostri piatti e le nostre insalate? Perché contengono i famosi acidi grassi poliinsaturi omega-3.
L’interesse del mondo medico verso il pesce e l’olio di pesce inizia attorno agli anni ’70 quando iniziarono ad essere condotte in modo sistematico una serie di osservazioni sul popolo esquimese. L’uomo esquimese, si scoprì, non soffriva di malattie cardiovascolari, e la mortalità dovuta a queste era bassissima. Eppure il popolo esquimese consuma ogni anno una quantità di grassi paragonabile a quella degli europei o dei nordamericani. La differenza risiede nell’alimentazione e precisamente nell’alto consumo di acidi grassi poliinsaturi omega-3 di cui sono ricchi i pesci che vivono nelle coste del Giappone e della Groenlandia.Da allora gli studi clinici volti a stabilire il ruolo di questi alimenti nella prevenzione di alcune patologie, soprattutto quelle a carico dell'apparato cardiocircolatorio, sono aumentati e perfezionati.
Ma vediamo cosa esattamente sono gli omega 3. Le carni di alcuni pesci sono particolarmente ricche di due sostanze, l'EPA, acido eicosapentaenoico e il DHA, acido docosaesaenoico, gli omega 3 appunto responsabili di una serie di reazioni biologiche e fisiologiche nel nostro organismo. L'EPA e il DHA, seppure in quantità modesta, si formano normalmente nell'organismo a partire dall'acido linolenico che, assieme all’acido linoleico, è un acido grasso essenziali che il nostro organismo non produce e deve quindi essere introdotto con il cibo. L'acido linolenico, è contenuto in alimenti come i legumi, le noci, l'olio di soia, ecc. Una volta assunto viene trasformato nell'organismo in EPA e DHA.
Ma, dopo essere stati trasformati nell’organismo, cosa fanno gli acidi grassi omega 3, EPA e DHA? Gli acidi grassi omega-3 sono in grado di modificare la tendenza delle piastrine ad aggregare evitando quindi la formazione dei micidiali trombi pericolosissimi per la circolazione.
Ma non è tutto. Oltre all’azione antiaggregante gli omega 3 intervengono in tanti altri meccanismi legati alla circolazione arteriosa con azioni benefiche nei processi di aterosclerosi, come la diminuzione della pressione arteriosa, un’azione tonica nelle aritmie, e un’azione decisamente importante se si vuole abbassare il valore del colesterolo e dei trigliceridi.
Ma ancora non basta. Gli omega 3 sono anche degli ottimi costruttori. Hanno un ruolo importante nella formazione di nuovi tessuti in quanto costituiscono un componente per la formazione delle membrane, che sono fondamentali per lo sviluppo della retina e del sistema nervoso centrale nel periodo fetale. E’ importante infatti che la donna in cinta abbia una alimentazione corretta e completa che comprenda anche questi acidi grassi.
Ma ci sono pesci che hanno più omega 3 degli altri? Tutto il pesce è buono e fa bene. Tuttavia gli acidi grassi omega-3 sono contenuti principalmente nel pesce grasso, come il salmone, il tonno e pesce azzurro, come gli sgombri, le sardine, le aringhe. Due o tre pasti alla settimana a base di pesce riescono in genere a soddisfare appieno le esigenze dell'organismo. Tuttavia se non si riduce contemporaneamente la quantità di grassi di origine animale e se non si eliminano drasticamente i fattori di rischio quali il fumo, la vita sedentaria, l’obesità, anche i miracolosi omega 3 servono a ben poco.
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