LA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE
Salute - Scritto da Lecce Web - 12-10-2002
Programmatori, web designer, grafici, architetti, utenti assidui di internet attenti al tunnel carpale. Se una volta le più colpite da dolori alle braccia e alla spalla erano alcune categorie lavorative rintracciabili nel settore manifatturiero, tessile, alimentare, calzaturiero, pellettiero, come pure addetti al confezionamento pacchi, cuochi o camerieri oggi si aggiunge ad essi l'enorme esercito di persone che passa più di 4-5 ore dinanzi ad una tastiera ed uno schermo con una postura non sempre corretta.
Tra le svariate patologie, la più diffusa negli ultimi anni è la così detta "sindrome del tunnel carpale" ed è un'affezione responsabile di una serie di sintomi derivanti dalla compressione al polso del nervo mediano, ossia nel tunnel carpale. Il tunnel carpale è il canale in cui passa il nervo mediano assieme ai tendini delle dita fornendo la sensibilità al pollice, indice, medio e a metà dell'anulare e gli impulsi motori ad un importante muscolo del pollice. In certe condizioni il canale si restringe e strozza il nervo. Ciò avviene soprattutto nelle donne.
La Sindrome del tunnel carpale si manifesta con formicolii, sensazione di intorpidimento o gonfiore alla mano prevalentemente alle prime tre dita e in parte al quarto dito soprattutto al mattino e durante la notte; successivamente compare dolore all'avambraccio con successiva perdita di sensibilità alle dita e perdita di forza della mano.
La diagnosi è in genere molto semplice, anche se a volte i sintomi sono riconducibili ad altre forme patologiche di natura neuronale. Uno studio elettromiografico del nervo mediano può dimostrare anomalie della progressione dello stimolo nervoso tra il tratto a monte e quello a valle dell'ostacolo, che è rappresentato dal legamento palmare ispessito. Anche una semplice radiografia è utile in quanto consente di rilevare le deformità del canale carpale.
Nonostante vi siano diverse cure farmacologiche che potrebbero rallentare il decorso della malattia, l'intervento chirurgico è ormai il più utilizzato per la sua rapidità e semplicità. L'intervento prevede il taglio del legamento e il suo successivo allargamento, in anestesia locale. Dura in media non più di 10 minuti con un periodo di convalescenza di circa venti giorni.
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