ABBRONZATURA SELVAGGIA
Salute - Scritto da Lecce Web - 13-07-2002
Nonostante i toni spesso allarmistici delle campagne informative riguardo i danni derivanti da una eccessiva o scorretta esposizione ai raggi solari, quello dell'abbronzatura selvaggia è un rischio ancora sottovalutato, almeno dagli italiani.
Secondo recenti studi condotti su campioni di individui prelevati in diversi paesi occidentali si incorre in malattie degenerative della pelle tre volte di più quando non si prendono le dovute precauzioni nel ripararsi dal sole.
Nei paesi più industrializzati, infatti, negli ultimi i melanomi tempi sono addirittura triplicati: in Italia se ne contano settemila nuovi casi l'anno.
Del resto nella nostra percezione di benessere una pelle dorata dal sole comunica salute, bellezza. Un fisico abbronzato è più sportivo, vitaminizzato, invidiabile.
E gli allarmi che da anni i dermatologi lanciano sull'azione dei raggi UV sul nostro sistema corporeo, i quali abbassano i livelli di protezione naturale della pelle sono nella maggior parte dei casi ancora ignorati.
Se negli Stati Uniti il sole è ormai paragonato al fumo, per i danni che provoca, in Italia il sole è ancora visto come un toccasana, convinzione che ci porta a commettere proprio quegli errori da evitare: mai prendere il sole fra le 11 e le 4 del pomeriggio, mai smettere di usare la crema protettiva e mai prendere il cosiddetto sole a strappi.
La percezione del rischio che si corre è, infatti, bassissima; anche fra le persone altamente scolarizzate sono notevolmente sottovalutate le potenziali conseguenze di un'esposizione sbagliata all'irraggiamento termico dovuto ai raggi ultravioletti.
Il melanoma epidermico è, infatti, maggiormente diffuso tra le classi lavorative più elevate cioè tra quelle che sono meno esposte durante l'anno alle radiazioni e che d'estate si sottopongono a trattamenti violenti, precipitosi e senza usare creme protettive.Ad ammalarsi , infatti, non sono tanto il pescatore o il coltivatore diretto, dunque, ma l'agente di borsa, il manager d'azienda, l'avvocato. Tuttavia stiamo migliorando.
Una ricerca dell'Abacus ha rilevato che nell'ultimo anno la sola Italia ha speso circa 700 miliardi di euro in prodotti solari con un incremento, rispetto all'anno precedente, superiore al dieci per cento.
Attenzione però: anche qui c'è qualcosa per cui essere rimproverati. Le creme solari sono, infatti, acquistate e percepite come fossero dei cosmetici e non come invece dei prodotti per la salute.
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