31 MAGGIO 2002 - GIORNATA SENZA TABACCO
Salute - Scritto da Lecce Web - 21-06-2002
Ebbene si, anche il severissimo ministro della salute Girolamo Sirchia ha fatto mea culpa, ammettendo di essere stato anch'egli tra le vittime del viziaccio per antonomasia, il fumo.
Il ministro ha puntato l'indice sui modelli holliwoodiani, auspicando ad un rinnovamento della mitologia giovanile nella direzione di salutismo e pulizia. "A fumare oggi sono i poveri diavoli. - ha detto il ministro. La sigaretta non è più un simbolo di forza e di emancipazione, peraltro sapientemente alimentato dalle multinazionali, ma di debolezza, come per il doping e per la droga".
Sirchia indica ad esempio gli sportivi, a partire dalla nazionale italiana compreso il mister che recentemente ha accettato, di fare da testimonial della nuova campagna Lilt (Lega italiana per la lotta ai tumori) per la giornata antifumo.
Ma la decisione consapevole di non smettere con le sigarette o meglio ancora di non cominciare affatto, non è così automatica.
Partiamo proprio dal cinema. Superato -ma chissà se poi lo abbiamo superato veramente- il modello Bogart, duro e vincente e con la sigaretta all'angolo della bocca, ne sono arrivati altri. Magari meno vincenti e più simili alla gente comune, ma quell'alone di fascino sprigionato dal tabagista, vedi l'uomo che fuma di X-files, resiste allegramente, e resta l'unico in grado di avvolgerci in un'atmosfera calda e misteriosa che difficilmente può lasciare il posto al salubre scenario di una palestra o di un campo da golf.
L'immagine è importante, ma non è tutto. Molto è stato detto e scritto sul più perfetto di tutti i piaceri, come diceva Oscar Wilde.
Piacere, gratificazione, sfogo delle istanze autodistruttive che insistono anche nella più sana delle personalità, potere socializzante. La sigaretta è tutto questo, ma ha in più qualcosa che rilassa e allo stesso tempo, grazie alla vasocostrizione, aiuta a concentrarsi: la nicotina.
Questo composto, da molti eccessivamente demonizzato ha, infatti, un'azione diretta sui recettori colinergici e provoca una cascata di azioni farmacologiche legate alla liberazione di adrenalina, noradrenalina e dopamina che ne fanno l'unico elemento dotato di proprieta' gratificanti tra i 4000 componenti di una sigaretta, maggiormente dannose e per nulla gratificanti.
I danni del fumo di tabacco sono noti da almeno 500 anni, ed oggi nessuno, ad eccezione di quelli che ignorano totalmente le evidenze scientifiche, gli industriali del tabacco ed i fumatori incalliti, può avere dei dubbi sull'enorme nocività del fumo.
Allora perché smettere è così difficile? Studi scientifici rivelano che i fumatori cercano di mantenere dei livelli costanti di nicotina nel cervello, ma c'è anche chi di punto in bianco decide di smettere.
Non parliamo della famosa ultima sigaretta di Zeno, che si riduceva ad un ottimo proposito lasciando il personaggio di Svevo libero di fumare con la coscienza più leggera. Parliamo di chi smette sul serio.
Quando i fumatori cronici si astengono dalla sigaretta, presentano una caduta della frequenza cardiaca, che rimane bassa a lungo, almeno per 10 giorni e per diverso tempo si sentono stordini e depressi. Disturbi che non tutti sono disposti ad affrontare su due piedi, senza dimenticare che cambiare un'abitudine consolidata è di per se shoccante.
La cosa migliore è quindi non cominciare e se invece si decide di compiere il grande passo, farlo con coscienza, sostituendo magari alla sigaretta qualcosa che ci piaccia fare.
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