AMORE: MAGNIFICA OSSESSIONE
Attualità - Scritto da Lecce Web - 04-03-2002
Attrazione sessuale, desiderio, i brividi che corrono lungo la schiena al solo vedere la persona amata. Gli antichi greci se li spiegavano immaginando Cupido, il dio dell'amore, scoccare frecce dall'Olimpo.
Oggi, invece, la scienza riesce a spiegare cosa avviene nel nostro cervello durante il così detto "colpo di fulmine", se non addirittura come nasce e finisce un amore, almeno chimicamente.
La realtà sembrerebbe non concedere troppa libertà all'amore romantico, relegando la passione ad alcune semplici, si fa per dire, funzioni cerebrali. Secondo i ricercatori, a scatenare Il rossore involontario delle guance, il pallore ed il sudore delle mani, quell'inconfondibile batticuore, l'ansia ed il risveglio dei sensi, sarebbe la presenza di un'anfetamina chiamata feniletilamina, che entra in funzione proprio nello stato di grazia dell'innamoramento, ed è stimolata dal cervello.
Che, per questo, può essere definito il più importante organo sessuale, quello cioè in grado di risvegliare l'attrazione per l'altro sesso. Con il passare del tempo, però, l'organismo tende ad assuefarsi a questa sostanza, provocando un certo calo dell'interesse, cui normalmente segue la fase del legame. Di solito succede dopo circa quattro anni, quando l'anfetamina del desiderio viene sostituita dalle endorfine, sostanze simili all'oppio che stimolano il bisogno di protezione e di sicurezza.
Questo non significa, naturalmente, che i nostri comportamenti siano esclusivamente determinati da reazioni chimiche. A mettere la parola fine all'amour fou, sono, infatti, soprattutto la noia, la routine e i difetti dell'altro. Ma se da una parte è vero che non basta un'anfetamina a tenere viva o a spegnere la passione, un recente esperimento, condotto in Gran Bretagna, è riuscito ad individuare quale parte del sistema nervoso è attivato dalla passione. Attraverso una semplice risonanza magnetica, è stato infatti dimostrato che alla vista di una fotografia della persona amata, si attivano ben quattro distinte aree cerebrali.
Impossibile sottrarsi alla chimica dell'amore, dunque, ma attenti a non confondere le cose: quell'emozione capace di sconvolgere uno dei principali messaggeri con cui comunicano le nostre cellule, la serotonina, poco o niente ha a che fare con il riconoscimento delle virtù dell'altro e già Freud, nel 1922, la relegava alla sfera del comportamento sessuale, mentre l'amore, quello vero, nasce dal riconoscimento delle anime, nel momento in cui due persone, forgiate da esperienze di vita significative, sentono riecheggiare l'una nell'altra una complementarità dal sapore magico.
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