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CHE COSA E' LO SPAM? PARTE I

Tecnologia - Scritto da Lecce Web - 23-06-2003

Sul vocabolario di inglese alla parola 'spam' si trova scritto "carne di maiale in scatola (deriva da spiced ham)". In effetti negli USA è diffuso un tipo di carne in scatola chiamato SPAM e prodotto da un'azienda di nome Hormel. Tant’è che in america quando si parla di spam della rete viene fuori l’icona della carne in scatola.

Ma la parola spam in uso per indicare i messaggi pubblicitari sulla rete si è affermata, secondo i più, grazie ad una scenetta comparsa in un episodio della serie televisiva "Monty Python's Flying Circus". Un uomo e sua moglie entrano in un ristorante e prendono posto; poco distante da loro c'è una tavolata di buontemponi, con in testa i caratteristici elmi cornuti da vichinghi. Quando la cameriera arriva a prendere le ordinazioni, i vichinghi iniziano a cantare: "Spam spam spam..." così fragorosamente che i due clienti non riescono neppure a capire quali pietanze siano in menù, dato che la voce della cameriera è continuamente inframmezzata dalla parola spam; la cliente tenta ripetutamente di chiedere qualcosa che non contenga spam e, naturalmente, a ciò che lei chiede si sovrappone la canzone dei vichinghi aggiungendo spam; la cameriera sarà costretta a servire dello spam e il marito si offrirà di mangiarlo lui.

L’idea è dunque quella di descrivere un disturbo di livello e continuità tali da ostacolare la possibilità di comunicare e indirizzare le scelte in modo molto più potente della tradizionale pubblicità. Da qui la definizione di spam plubblicitario che ora comunemente viene data: “Spam su Internet è uno o più messaggi non richiesti, inviati o postati come parte di un più grande insieme di messaggi, tutti aventi contenuto sostanzialmente identico”.

Lo spam si manifesta in diversi modi, ma quelli più comuni sono finestrelle che si aprono durante la navigazione, micro-software che vengono fatti scaricare e le e-mail, che probabilmente sono le più fastidiose. Proprio riguardo le e-mail constatiamo che, purtroppo, c'è sempre qualcuno che, venuto in possesso di indirizzi di posta elettronica appartenenti a persone del tutto all'oscuro della sua esistenza e niente affatto interessate alle sue attività, li utilizza per inviare e-mail non richieste, che provocano solo incomodo ai riceventi. E in questo c’è l’abuso che dovrebbe essere perseguito. L'abuso avviene quando qualcuno che io non conosco, raccolto il mio indirizzo dai newsgroups o da un sito web o in qualsiasi altro modo, inizia ad inviarmi messaggi che non c'entrano nulla col motivo per cui quell'indirizzo era stato reso pubblico.

E non bisogna pensare che lo spam non costi niente all’utente. Uno studio effettuato per conto della Commissione Europea, ha stimato che “su scala mondiale, assumendo una comunità online di 400 milioni di utenti internet, il costo globale dello scaricamento di messaggi pubblicitari usando la attuale tecnologia può essere cautelativamente stimato in dieci miliardi di euro all'anno” solo a carico dei naviganti.

Ecco una lista stilata da Brightmail, società attiva nel settore della sicurezza informatica. I messaggi più molesti e frequenti del 2002 sono stati:
1 - Protect your computer against viruses for $9.95 (pubblicità di un sofware anti virus);
2 - Verification Department (servizi alternativi quasi illegali per il credito al consumo);
3 - Refinancing? Get a free quote on any mortgage loan program (offerta di minuti agevolati);
4 - Print cartridges – Save up to 80% - Free shipping offer (vandita di cartucce per stampanti);
5 - Miniature remote control car. Great gift! (vendita di auto giocattolo per vacanze);
6 - $100 free, please play now! (presentazione di un casinò online);
7 - Online auction marketing secrets! (aste e servizi di vendita alternativi ai mercati tradizionali);
8 - Important news Kuira (nessun contenuto, e-mail puramente infettiva);
9 - Urgent & Confidential (richesta di soldi per fronteggiare il [falso] furto di denaro delle casse dello stato nigeriano);
10 - Get a free pass to thousands of xxx sites! (contenuto pornografico).

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