NAPSTER. CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA
Tecnologia - Scritto da Lecce Web - 17-06-2002
Dopo aver fatto la gioia di un vero e proprio popolo di utenti, il primo grande colosso del file-sharing, è ora legato a un palo in attesa che arrivino gli avvoltoi.
La notizia del suo fallimento era stata anticipata dal Wall Street Journal, ma il Cda dell'azienda non aveva dato alcuna conferma, lottando fino alla fine per cercare una strada collaterale per il gattino dalle orecchie a punta, la cui celebrità rimane tuttora ineguagliata.
Ma niente da fare, l'azienda, che intanto aveva gradualmente licenziato i dipendenti fino a ridursi all'osso, con una cinquantina di unità, sta proprio per chiudere i battenti e la notizia del suo prossimo trapasso, dopo mesi e mesi di lenta agonia, è stata confermata dall'istanza di fallimento che i legali stanno presentando proprio in questi giorni.
Che sarebbe accaduto era già chiaro quando l'altra sera è stata resa nota la notizia che Konrad Hilbers, l'ultimo dirigente che tentato disperatamente una strada per salvare Napster, aveva deciso di dimettersi, insieme a Shawn Fenning, l'inventore del sistema, e altri tre dirigenti dell'azienda.
Hilbers, andandosene, ha dovuto ammettere come il vero enorme problema per l'azienda sia stato proprio il vano e straziante tentativo di negoziare con i produttori discografici, secondo i quali Napster deve loro decine di milioni di dollari di danni per tutta la musica che per un anno e mezzo i suoi utenti hanno scambiato tra di loro.
Il primo gigante della condivisione le aveva infatti tentate tutte per accontentare il tribunale e i suoi accusatori, le majors discografiche, arrivando a trasformarsi in un servizio a pagamento al quale non è però mai stato concesso neppure di partire.
Si tratta della più grande vittoria delle majors sul file-sharing e la conseguenza inevitabile di un procedimento legale pluri-miliardario, ingaggiato dai grandi produttori discografici della Riia.
Il fallimento all'interno del regime previsto dal Chapter 11 dei regolamenti USA consentirà all'azienda di non morire nell'immediato e a qualcun altro di impossessarsi del suo marchio e del suo logo per utilizzarlo come meglio crede. Fine di un sogno.
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