GIULIANI E' L'UOMO DELL'ANNO
Attualità - Scritto da Lecce Web - 15-01-2002
Giuliani è l'uomo dell' anno
Le voci sulla candidatura di Osama Bin Laden al titolo di uomo dell'anno di "Time" avevano scatenato un mare di comprensibili polemiche e per quanto il miliardario saudita avesse, a tutti gli effetti, le carte in regola per meritare tale nomination, avendo egli influito, più d'ogni altro, sugli eventi storici dell'anno trascorso; assegnargli un titolo che, anche solo lontanamente, potesse avere il sapore di riconoscimento dev'essere sembrato preoccupantemente impopolare e discutibile, soprattutto alla luce degli ultimi eventi.
"Troppo meschino e moralmente insignificante per aver interamente determinato gli avvenimenti dell'autunno americano" lo ha liquidato Jim Kelly, direttore esecutivo del settimanale, che pure in un'intervista rilasciata qualche tempo fa, sembrava caldeggiare la scelta editoriale più estrema, appellandosi ai requisiti del riconoscimento, che annovera nel suo archivio storico uomini della caratura di Hitler e dell'Ayatollah Khomeini.
Ad aggiudicarsi la settantaseiesima copertina della rivista fondata da Henry Luce è stato, invece, Rudolph Giuliani, il sindaco di ferro, un tempo famoso per la sua discussa "zero tollerance" contro il crimine e, proprio agli sgoccioli del suo trattato, papà umano e infaticabile della New York colpita a morte.
Motivazione principale della scelta, la determinazione nell'affrontare la difficile situazione emotiva della città dopo l'11 settembre, prova decisiva per l'ex magistrato dal pugno di ferro che, poco tempo prima aveva trovato il coraggio di condividere con i newyorkesi la propria vulnerabilità fisica, annunciando di avere il cancro e che aveva proposto un modello morale senz'altro alternativo al perbenismo clintoniano, rendendo nota la relazione con la sua assistente e la relativa crisi del suo matrimonio.
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