PELLICCIA DI CANE
Attualità - Scritto da Lecce Web - 20-06-2001
Sappiate cosa accade, ma sappiate che la cosa più curiosa e nello stesso tempo terrificante è che in realtà non c'è nessuna ragione logica ed essenziale che giustifichi quello che viene fatto.
Decine di gatti chiusi insieme in gabbie piccolissime vengono lasciati senza cibo né acqua per giorni, per fare in modo che si indeboliscano e che siano più "facilmente trattabili". Poi dall'apertura superiore della gabbia viene introdotto un bastone con all'estremità un cappio che viene infilato intorno al collo degli animali; vengono così sollevati verso l'alto tirando il cappio. Il gioco è fatto, mentre si agitano e si contorcono, soffocano, non hanno via di scampo. Quando sta per arrivare la loro ora, quella del cappio, cercano di stare uniti nella gabbia e di nascondere le testoline, perché ormai sanno, hanno già visto cosa succede e vivono nel terrore. Questo è il modo più "pulito" per uccidere i gatti visto che poi ne dovrà essere utilizzato il pelo per farne delle pellicce, metodi più sanguinari potrebbero rovinarne la livrea. Dicono che sono animali da allevamento. Falso! E poi anche se lo fossero cosa cambierebbe? Nulla!
Per i cani vengono utilizzati metodi meno "dolci". Anche per loro giorni di digiuno in gabbie affinché si indeboliscano, poi, prelevati, vengono ammassati moribondi su camion e portati al "macello"; arrivati a destinazione, vengono gettati violentemente dai camion per terra affinché si stordiscano ulteriormente e lì c'è un mattatore che li aspetta. Alcuni colpi con una spranga di ferro sul corpo e poi in testa. In una pozza di sangue i loro corpi molli. Questa è la loro fine! Se ne ricavano pellicce.
Una delle cose più sconvolgenti è che ci sono ricche signore e signori da ogni parte del mondo che pagano prezzi esorbitanti per una pelliccia di gatto o di cane, perché è una cosa rara e una cosa tanto è bella quanto è rara.
Visoni e volpi sono uccisi in allevamento, provocando agli animali una rottura della colonna vertebrale alla base del collo, in modo da non rovinarne il pelo, se ne ricavano pellicce. Le foche vengono uccise in natura colpite con bastoni fino alla morte, se ne ricava pelle, grasso e carne per animali domestici; ma la cosa interessante è che le aziende che producono quintali di carne di foca, raramente vendono alle case produttrici di mangimi e la carne finisce per putrefarsi nei magazzini. Ma le foche continuano ad essere uccise.
Avreste il coraggio di fracassare il cranio con una spranga a una foca? O di rompere l'osso del collo a un visone? O di provocare il soffocamento di un gatto? O di uccidere un cane? Beh se avete acquistato la sua pelliccia in realtà lo avete fatto, ma con una differenza, non vi siete sporcate le mani e in compenso avete un cadavere sulle spalle che vi renderà belli nella notte di Natale.
Tempo fa venne prodotta una pubblicità molto significativa sulle pellicce, in cui era raffigurato un cucciolo di visone e il testo del manifesto diceva: "Tua madre ha una pelliccia? La mia non la ha più".
Le tigri invece, oltre che per la pelliccia, vengono uccise da bracconieri anche per utilizzarne i testicoli usati per lo più in paesi orientali per fare miracolose pozioni magiche e afrodisiache. Falso! I testicoli di tigre non sono afrodisiaci.
Le balene protette da convenzioni internazionali vengono costantemente cacciate, tirate sulle baleniere, per di più quelle giapponesi, squartate e stoccate per il mercato, tutto questo in nome della "ricerca scientifica", come dicono i cartelli affissi alle navi. Falso! Vengono uccise per la carne, il grasso e gli organi genitali. Gli elefanti vengono sparati e una volta morti vengono tagliate le zanne con delle seghe elettriche. Se ne ricava avorio.
Questo sono solo alcune delle violenze e morti inutili che vengono fatte a spese degli animali per soddisfare delle esigenze a dir poco effimere.
Credo che ci siano cose più importanti al mondo per le quali spendere dei soldi e soprattutto credo che il commercio di un qualsiasi prodotto esista se e solo esiste una sua domanda.
Siete certi di essere coscienti di quello che acquistate?
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