UNICO E SOLO PARMIGIANO REGGIANO
Giustizia - Scritto da Lecceweb - 28-08-2002
Non si trattava di una sola questione di principio, ma anche quelli vanno salvaguardati.
Il Parmigiano reggiano ha vinto la sua causa, che è poi la causa non tanto degli italiani contro i tedeschi, dove si produce il clone bocciato, ma più tosto la causa dell'alimentazione genuina contro quella industrializzata. Ed in tempi di globalizzazione e battaglie slow food, il tema è più che mai scottante.
Al termine di una lunga battaglia, ingaggiata dai legali della pluridecorata casa produttrice, il formaggio Parmesan è stato dunque condannato a "cambiar nome".
La Corte di giustizia europea ha riconosciuto il parmigiano come un Marchio di Origine Protetta (Dop). E per il "finto parmigiano" non ci sono più possibilità di camuffarsi per il prodotto, definito "la locomotiva dell'alimentazione italiana" da Antonello Colonna, uno dei grandi chef italiani che ne ha a lungo elogiato le qualità.
I giudici europei a Lussemburgo sono giunti alla conclusione che il formaggio Parmesan di Dante Bigi, "non può beneficiare del regime transitorio previsto dal regolamento Ue sulle denominazioni d'origine protette (Dop), in quanto questa deroga riguarda unicamente i prodotti originari di paesi Ue che non hanno chiesto la registrazione di quella Dop". Il Parmesan della Nuova Castelli è un formaggio grattugiato, essiccato, pastorizzato e in polvere, preparato con una miscela di vari tipi di formaggi che non rispetta il disciplinare della denominazine d'origine del Parmigiano.
Nel procedimento a carico di Dante Bigi sono intervenuti anche rappresentanti della Germania e dell'Austria, dove il Parmesan viene prodotto, sostenendo che questa denominazione andava considerata generica, come nel caso di pizza e mozzarella, e quindi non poteva essere considerata una traduzione del termine Parmigiano Reggiano.
Linea di difesa del tutto sbagliata, perché " è tutt'altro che evidente che la denominazione Parmesan sia divenuta generica", hanno risposto i giudici.
Di conseguenza, precisa un portavoce della Corte, non solo la Nuova Castelli non può continuare a utilizzare la denominazione Parmesan in Italia, ma il falso Parmigiano non può continuare ad essere prodotto in altri paesi.
A salutare la sentenza, che avrà naturalmente delle ricadute sulla giurisprudenza in materia, il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno.
Una "decisione storica" per il viceministro delle attività produttive Adolfo Urso, mentre il ministro per le politiche comunitarie Rocco Buttiglione ha elogiato i giudici europei a Lussemburgo come "arbitri giusti".
Soddisfatte ieri le organizzazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura e Cia) che non hanno perso tempo nel rilanciare il problema dei prodotti sui mercati mondiali. E già da oggi l'Ue solleverà il problema della protezione delle Dop all'Organizzazione delle Dop all'Organizzazione mondiale per il commercio (Wto) a Ginevra. |