IL MOBBING
Giustizia - Scritto da Lecceweb - 13-09-2001
Il Mobbing è una situazione di aggressione, di esclusione e di emarginazione di un lavoratore da parte dei suoi colleghi o dei datori di lavoro.
Il termine mobbing deriva dal verbo inglese "to mob" che indica l'accalcarsi intorno a qualcuno, assalendolo e aggredendolo. E' un "terrore psicologico" che si consuma sul posto di lavoro, nei confronti di uno o più lavoratori determinati e riguarda qualsiasi condotta che si manifesta attraverso comportamenti, parole, atti e scritti che offendono la personalità di un lavoratore, mettendo, così, in pericolo l'ambiente lavorativo.
Il mobbing si manifesta attraverso varie forme come l'emarginazione del lavoratore, le continue critiche nei suoi confronti, la diffusione delle maldicenze, l'assegnazione di mansioni dequalificanti ed umilianti, le molestie sessuali, gli spostamenti da un ufficio all'altro dell'azienda.
Sicuramente tali comportamenti non costituiscono una novità, ma il mobbing merita un'attenzione più approfondita in quanto si prolunga nel tempo diventando una vera e propria strategia comportamentale premeditata, che cerca di colpire un determinato soggetto.
Una definizione appropriata del mobbing è stata fornita dal disegno di Legge del 13 ottobre 1999 il quale dichiara che "vengono considerate violenze morali e persecuzioni psicologiche, nell'ambito dell'attività lavorativa, quelle azioni che mirano esplicitamente a danneggiare una lavoratrice o un lavoratore. Gli atti vessatori, persecutori, le critiche e i maltrattamenti verbali esasperati, le molestie sessuali, l'offesa alla dignità, la delegittimazione di immagine, anche di fronte a soggetti esterni all'impresa, ente o amministrazione (clienti, fornitori, consulenti), comunque attuati da superiori, pari grado, inferiori o datori di lavoro".
Sempre secondo tale Disegno di Legge, tutti questi comportamenti, affinchè vengano definiti mobbing, "devono mirare a discriminare, screditare o, comunque, danneggiare il lavoratore nella propria carriera, status, potere formale o informale, grado di influenza sugli altri, rimozioni di incarichi, esclusione o immotivata marginalizzazione della normale comunicazione aziendale, sottoscritta sistematica dei risultati, attribuzione di compiti molto al di sopra delle possibilità professionali o della condizione fisica e di salute".
Un altro tipo di mobbing è rappresentato dal bossing e cioè la strategia persecutoria da parte di soggetti diversi, che agiscono in modo diverso. In questo caso l'autore delle persecuzioni è l'azienda la quale cerca di eliminare il dipendente senza utilizzare il licenziamento, ma attraverso l'imposizione al soggetto di mansioni assolutamente impossibili da svolgere.
Il mobbing è causa di danni principalmente a carico di chi lo subisce. La prima conseguenza è il calo di produttività, ma il danno maggiore è il disagio psico-fisico che comporta la perdita della capacità lavorativa e della fiducia in se stesso, ma anche i danni alla salute.
A tutela del lavoratore vi sono varie norme tra cui gli articoli della Costituzione, i quali stabiliscono che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni ove si svolge la sua personalità", La Costituzione riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e "promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto (art.4) e sancisce che la "libertà personale è inviolabile (art.13) e pone la salute, sia fisica che psichica, come un diritto fondamentale dell'individuo (art.32).
Vi sono, inotre, conseguenze anche dal punto di vista penale in quanto provocare un danno alla salute del lavoratore comporta lesioni personali colpose. |