ITALIANI BUONI
Giustizia - Scritto da Lecce Web - 13-11-2003
L'immagine del soldato italiano che distribuisce dolci ai bambini per le strade irachene è difficile da cancellare, dopo le lacrime di fratelli e fidanzate dei militari vittima dell'attentato a Nassirya.
Insieme a loro, anche due civili e nove iracheni, per quella che viene definita la peggiore perdita nel contingente italiano dopo la seconda guerra mondiale, avvenuta in una missione di pace e che vede l'Italia al fianco degli Stati Uniti. Per questo, l'opinione pubblica non si da pace di fronte ad una strage pensata per fare vittime, organizzata nei dettagli e che pure sembra aver colto molti di sorpresa. Una volta spente le fiamme dell' "Animal House", così erano state ribattezzate le due palazzine destinate ai carabinieri e i militari del contingente che fa parte dell'operazione "Antica Babilonia" e che si trova nella vecchia sede della Camera di Commercio, sulle rive del fiume Eufrate, la stessa gente del luogo sembrava affirarsi per le strade smarrita.
Eppure, nonostante la simpatia del mondo per il bel paese, gli italiani avevano già dovuto affrontare episodi di ostilità a Nassiriya.
Disordini erano esplosi durante il pagamento degli stipendi ad ex militari iracheni, che proprio in questi giorni dovevano essere completati. Nonostante i proclami di tregua per un giorno dedicato solo al pianto, la polemica sulla permanenza italiana in Iraq ha, invece, infuriato da subito e comprensibilmente. Impossibile fermare il pensiero e le parole, alla ricerca di spiegazioni, soprattutto quando queste sono sotto gli occhi di tutti.
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