NON SORRIDETE, PLEASE!
Attualità - Scritto da Lecce Web - 06-04-2004
Mentre sempre più aziende ricorrono a consulenti e sacerdoti per motivare i dipendenti, tre ragazzi del Texas hanno fondato la Despair (disperazione), per "demotivare" gli impiegati. Lo scopo è ironizzare sul mito del pensiero positivo che le aziende tentano di far nascere nei dipendenti per spronarli a lavorare meglio (e produrre di più). Il pacchetto prevede poster, sfondi e screen saver per computer,acquistabili in internet all'indirizzo www.despair.com. Un poster, ad esempio, raffigura un orso mentre è intento a prendere al volo un salmone che sta risalendo il fiume. Lo slogan recita: "a volte un viaggio di migliaia di miglia può finire molto, ma molto male". Oppure: "qualcuno sogna il successo, mentre altri vivono per distruggere quei sogni" riferendosi ad uno spettacolare placcaggio di football americano. Ma dal portale si può ordinare anche la pratica guida "The art of demotivation", scritta dal guru del new management, il dr. E.L. Kersten. Il libro esordisce con una constatazione. I datori di lavoro spendono miliardi per motivare i lavoratori ma nonostante i propri sforzi i dipendenti sono sempre più infelici. Dunque Kersten si domanda. E' solo una coincidenza? Ed ecco che l'emerito professore offre una visione della leadership totalmente nuova e fondata sulla comprensione dell'infelicità sul posto di lavoro senza cure anti-depressive bensì coadiuvanti. Tanto da portare la prestigiosa rivista economica Harvard Business Review ad intitolare il suo articolo di presentazione del libro con le parole: "Let me take you down", letteralmente tradotto lasciate che vi porti giù. |