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DRAMMATICHE TRANSIZIONI
Vari - Scritto da Lecce Web - 16-06-2003
Gli Usa hanno conquistato il petrolio. Il resto va avanti da solo. Per andare al lavoro Milad Siri indossa un lungo abito nero, si nasconde il volto dietro un velo islamico e nella borsetta mette una pistola. E' un pò come attraversare il bronx di New York e sperare che nessuno ti salti addosso e ti strappi anche la vita se necessario. Finalmente arrivata a lavoro si libera del velo e può indossare l'abito che le permette di esercitare la professione di danzatrice del ventre. Dal 1996 Siri fa la danzatrice e non ha mai avuto alcuna ragione per avere paura. Ora è terrorizzata dal ritorno a casa e, se prima poteva permettersi di rientrare anche dopo mezzanotte, ora corre veloce con il timore di incrociare lo sguardo di qualcuno anche alle sei di pomeriggio. Dalla caduta dell'ex presidente iracheno Saddam Hussein, il 9 aprile scorso, gli abiti islamici e la pistola sono diventati una necessità. "Prima potevo esercitare il mio lavoro liberamente. Siri ha 27 anni e abita in un piccolo appartamento di un quartiere povero di Baghdad. La caduta di Saddam ha naturalmente provocato violenza e barbarie contro cui, accusano gli iracheni, i militari Usa non fanno nulla. Il riaccendersi dei fervori religiosi ha significato prima di tutto che se le donne non vogliono essere molestate o aggredite devono usare gli abiti islamici. L'abaya è una tunica nera che ricopre interamente il corpo fino a polsi e caviglie. E' obbligatorio indossarla nei paesi a forte tradizione islamica. "Adesso per me è difficile poter girare indossando jeans" dice Siri. "Non mi piace nè il velo nè l'abaya. Prima li mettevo solo per andare a visitare i luoghi sacri, ma adesso sono costretta ad indossarli sempre". |
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