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MIGLIORAMENTO DELLA SPECIE
Giustizia - Scritto da Lecce Web - 05-05-2003
Le major non sempre hanno il coltello dalla parte del manico. Quanto era riuscito contro Napster non è andato in porto contro i suoi figli. Il giudice distrettuale di Los Angeles Stephen V. Wilson ha emesso una sentenza in favore delle due società internet, la Grokster e la StreamCast Networks accusate di favorire il commercio illecito di canzoni e film attraverso i siti web Grokster e Morpheus. La spiegazione data dal giudice si basa sul fatto che le due società non controllano direttamente il file-sharing. In sostanza le potentissime major hanno sbagliato bersaglio. Le due compagnie, infatti, rendono disponibile al pubblico l'intera piattaforma di file-sharing non infrangendo di fatto la legge sul copyright. La crociata contro i siti web che permettono di scambiare file di ogni genere ed in particolare file audio mp3, è iniziata nell'estate del 2001, quando i colossi della musica proprio non potevano più tollerare di avere un così ingente danno economico destinato a crescere se non fossero intervenute. Allora le major annientarono Napster, il padre di tutti i siti di scambio file. Il sito fu costretto a chiudere con una sentenza della corte federale di San Francisco. Già...ma perchè Napster venne chiuso, dunque? Il giudice Wilson spiega che il sito operava "ospitando una lista centrale dei file disponibili negli archivi dei computer degli utenti diversamente dai sistemi Grokster e Morpheus i quali mettono solamente in comunicazione due computer posti a distanza l'uno dall'altro". In sostanza Napster era direttamente coinvolto ed ora non si sa con chi prendersela. |
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