GIANNI AGNELLI
Attualità - Scritto da Lecce Web - 24-01-2003
Si è spento nella sua casa, tra gli sguardi della moglie Marella e la figlia Margherita, da autentico patriarca, l'avvocato Gianni Agnelli. Il dodici Marzo avrebbe compiuto 82 anni. Nato a Torino nel 1921, un periodo di grande fermento politico per la sua città, aveva poi preso parte alla Seconda guerra mondiale come ufficiale di cavalleria sul fronte russo che gli era valsa la Croce di guerra al valor militare. La sua carriera era tuttavia segnata sul solco già tracciato dal nonno. Già dal '43 è vicepresidente della Fiat, e a soli 42 anni, nel 1963 ne è amministratore delegato, con circa 300 mila dipendenti. Agnelli guida la Fabbrica Italiana Automobili Torino in un periodo tormentato dal punto di vista sociale: le contestazioni operaie, le Br i cui nuclei iniziali prendono corpo proprio nelle sue fabbriche, gli "autunni caldi", e la "marcia dei 40 mila. Dal '74 al '76 è presidente di Confindustria. Dal '91 è senatore a vita. Sotto il suo controllo negli anni si aggiungono la Rizzoli, e La Stampa. Gli Agnelli diventano una sorta di casato regio da cui dipende gran parte della vita economica dell'Italia. E' lui che decide, ma con intelligenza forma un gruppo dirigente di grandi manager come Cesare Romiti. Agnelli ha una doppia immagine, è l'odiato padrone degli operai e l'amato presidente della Juventus e della Ferrari dei tifosi. E' elegante, raffinato, va in barca, a sciare e veste in modo informale, senza giacche e doppi petto. Una vita ricca ma anche piena di tragedie. La morte del nipote Giovannino, e il suicidio terribile del figlio Edoardo. Agnelli allora appare meno, si ritira e poi si ammala. I viaggi in America, per curarsi, e infine la morte nella sua famiglia, nel suo letto. |