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PRINCIPI OCCIDENTALI
Attualità - Scritto da Lecce Web - 20-12-2002
Quando il mastodontico impero Nestlè si muove è inevitabile che crei qualche perplessità per il suo modo di agire. I ricchissimi svizzeri hanno deciso di fare causa al paese più povero del mondo: l'Etiopia. La multinazionale elvetica aveva una fabbrica alimentare in Etiopia, che gli è stata espropriata nel '75 da parte dell'allora regime militare ed ora per quell'esproprio la Nestlè ha reclamato sei milioni di dollari come indennizzo. "La situazione può sembrare scandalosa a prima vista, ma non lo è se si conoscono tutti gli aspetti della vicenda", dice Francois Xavier Perroud, portavoce della Nestlè. "Discussioni sono in corso con le autorità etiopiche e la richiesta di sei milioni è solo quella iniziale. Siamo molto flessibili e siamo pronti a investire la somma del risarcimento nel paese africano", ha aggiunto. Fu il governo Etiopico a chiedere di riprendere i negoziati con la Nestlè. E come questo vi sono almeno altre cinquanta trattative aperte per espropri simili. Al centro della disputa è l'Elidco, una fabbrica alimentare in Etiopia che controllava il gruppo tedesco Schweisfurth, rilevato dalla Nestlè nel 1986. Con l'acquisto del gruppo tedesco la Nestlè ha ereditato anche i diritti di indennizzo. "Per noi è una questione di principio e saremo inflessibili sul principio di un risarcimento" ha affermato Perroud. L'Ong britannica Oxfam ha denunciato la Nestlè in un comunicato affermando che l'Etiopia è un paese che muore di fame, con un reddito medio pro capite di meno di 2 dollari al giorno. I 6 milioni di dollari che per principio la Nestlè vuole come risarcimento "potrebbero fornire acqua potabile a oltre quattro milioni di persone in Etiopia o permettere di costruire 6.500 pozzi nel paese". |
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