CINESI, PROCREATE!
Attualità - Scritto da Lecce Web - 11-11-2002
Che la Cina iniziasse a temere la recessione demografica non l'avremmo mai pensato. Così i dirigenti cinesi, molto preoccupati dalla diminuzione dei matrimoni e della nascite, danno il via libera alla fecondazione artificiale. D'ora in poi, nella regione nord orientale di Jilin le donne che hanno raggiunto l'età legale per il matrimonio cioè i vent'anni, possono ricorrere a interventi medici per poter avere un figlio. Lo ha stabilito una legge che ha sollevato un polverone di polemiche in tutto lo sconfinato territorio cinese. Tuttavia la notizia è stata accolta con favore da molte donne. "Ho sempre dubitato che debba esistere un legame tra il matrimonio e la maternità", ha commentato Wu, una donna di oltre trent'anni di Pechino intervistata dal giornale "The China Daily". "Non ho bisogno di un uomo che mi aiuti ad allevare un bambino nè dal punto di vista finanziario nè da quello emozionale", ha aggiunto la donna. Ma attualmente Wu non potrà coronare il suo sogno, visto che per ora la nuova legge non è applicabile nell'area politica di Pechino. La decisione della regione di Jilin segue la tendenza dei giovani cinesi a spostare nel tempo il matrimonio e la procreazione. Anche in Cina le nuove generazioni sono assorbite da lavoro e carriera, e preferiscono rinviare l'impegno della famiglia. Come in Occidente dove si aggiungono problemi opposti come la disoccupazione e il precariato. Ne deriva un crollo delle nascite. A Tianjin, città portuale di dieci milioni di abitanti, nel 2001 sono nati 74,600 bambini, 24.000 in meno che nel 1997. La fecondazione artificiale potrebbe contribuire a invertire la tendenza. |